Cipolla 

 

Tita Ruggeri sfoglia Wislawa Szymborska

Ideazione e messa in scena 

Corinna Rinaldi e Tita Ruggeri

 “Ad alcuni piace la poesia, ad alcuni - cioè non a tutti.....”. Questo è l'inizio di una delle tante poesie di Wislawa Szymborska ed è anche una delle poesie che compongono il testo di "Cipolla", lettura teatrale di poesie e brevi scritti della poetessa polacca alla quale, nel 1996, è stato conferito il premio Nobel.

 È proprio vero che la poesia non piace a tutti, ma poesie come quelle di W. Szymborska viene voglia di farle conoscere a tutti!
 Da qui la decisione di farne uno spettacolo.
L'autrice dei testi poetici si esprime ed usa un linguaggio immediato, spesso velato di sottile ironia, pone domande anche su argomenti dolorosi senza mai cedere all'angoscia ed alla disperazione.  

 Cercare il vero. Arrivare al cuore. Scoprire il significato delle cose. Abbandonare il provvisorio per rivelare il profondo. Ma senza nessuna pomposità e senza paroloni, anzi con tanta semplicità, ironia e anche divertimento.
 "Cipolla" è il titolo dello spettacolo e anche il titolo di una poesia di Szymborska: “…la cipolla, d'accordo: il più bel ventre del mondo. A propria lode di aureole da sé si avvolge in tondo. In noi - grasso, nervi, vene, muchi e secrezione. E a noi resta negata l'idiozia della perfezione”.
 È su questa immagine della cipolla (… oltre che bulbo fatto di infiniti strati, presente quotidianamente nella nostra vita) che si sviluppa la messa in scena. L’attrice infatti indossa un costume stratificato che, col procedere della lettura viene via via alleggerito, come se ci togliessimo per un po’ la corazza, come se ci alleggerissimo di quegli strati e strati di protezione che man mano indossiamo e che coprono coerentemente l’invisibile.

 E'un bel mistero quello di chiudere la realtà in una scatoletta di tosse, respiro, occhio, sguardo, ovvero quanto sta facendo Wislawa Szymborska. (Jaroslaw Mikolajewski, poeta e Direttore dell' Istituto Polacco di Roma)                                                                                 

 "Cipolla" è questa lettura poetico-teatrale, che inizia con una poesia in cui il mondo è descritto come un teatro.  Sotto la penna della Szymborska il vecchio topos del theatrum mundi assume i tratti di una recita a soggetto: la vita è uno 'spettacolo senza prove', una incessante improvvisazione: 'poter provare anzitempo un mercoledì almeno, / o replicare un giovedì una volta ancora! / Ma il venerdì già incede con un copione che ignoro'. Ogni giorno che viviamo su questa terra è una 'prima' - senza prove e senza repliche: 'e qualunque cosa faccia / si muterà per sempre in ciò che ho fatto'. (Andrea Ceccherelli, Prof. Dip. di lingue e letterature straniere dell'Università di Bologna)

-. Il testo si compone di venti poesie, dodici scritti brevi tratti dalle raccolte "Posta Letteraria" e "Letture Facoltative".   

  La performance ha una durata di 60 min circa.  

 I costumi sono stati curati da Lavinia Turra.

 Le luci sono di Dorothee Mezoui-Ondo.  

 In collaborazione con il prof. Andrea Ceccherelli del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Patrocinato dall`Istituto Polacco di Roma.


Foto di scena  Fotografie                                                Video promo dello spettacolo